memoria e ricostruzione, memoria, ricostruzione, tecniche di ricostruzione, antisismico
sisma2016, 24 agosto, memoria e ricostruzione, memoria, ricostruzione, sisma, post sisma, terremoto,

Tecniche di ricostruzione

Edifici esistenti

Il rafforzamento delle strutture in c.a. 

Isolamento sismico in retrofitting

L’utilizzo della tecnica dell’isolamento sismico alla base per gli edifici, sia esistenti che di nuova costruzione, risulta particolarmente vantaggiosa, specialmente quando tecniche di adeguamento sismico tradizionali risulterebbero particolarmente gravose. Nel corso degli ultimi anni tale tecnica è diventata sempre più comune.

Essa si basa sul principio che l’inserimento di nuove superfici di scorrimento tra il piano di fondazione e la struttura, riduce notevolmente le accelerazioni trasmesse alla sovrastruttura.

Se tale tecnica risulta abbastanza agevole per gli edifici di nuova costruzione, non si può dire la stessa cosa per gli edifici esistenti (retrofit) perché prevede a monte alcune operazioni delicate come il taglio delle fondazioni o delle strutture portanti del piano più basso e il successivo inserimento degli isolatori.

Una struttura isolata sismicamente lavora sempre in campo lineare e questo comporta l’assenza di deformazioni sostanziali negli elementi principali. Questo fa sì che tutti gli elementi non strutturali più o meno fragili, come ad esempio i tamponamenti, non si danneggino. In questo modo dopo un terremoto gli oneri di manutenzione di una struttura isolata risultano di gran lunga minori rispetto ad una struttura non isolata.

La procedura di installazione di questi dispositivi è molto semplice ma abbastanza delicata. È inoltre importante che si operi su non più di due pilastri contemporaneamente, per garantire per tutta la durata dell’operazione, deformazioni minime e integrità strutturale di tutto il fabbricato.

Il fatto che questi dispositivi siano realizzati interamente in carpenteria metallica e materiali sintetici fa sì che siano difficilmente soggetti a deterioramento, tanto che si ritiene sufficiente controllare visivamente ogni 5 anni la protezione corrosiva.

Le fasi operative per la messa in opera degli isolatori a pendolo possono così sintetizzare:

  • Applicazione su ogni pilastro di due morse in acciaio poste tra loro ad una distanza opportuna di 70-80 cm, e loro serraggio mediante apposite barre in acciaio;
  • Scaricamento dalle tensioni della porzione di pilastro compresa tra le due morse tramite appositi martinetti idraulici;
  • Taglio, mediante sega a filo diamantato, della porzione di pilastro scaricata e successiva rimozione;
  • Inserimento del dispositivo di isolamento previa posa delle opere di carpenteria utili all’ancoraggio dello stesso.
isolamento sismico, strutture in c.a., friction pendolum, isolatori,isolamento sismico, strutture in c.a., friction pendolum, isolatori,isolamento sismico, strutture in c.a., friction pendolum, isolatori,isolamento sismico, strutture in c.a., friction pendolum, isolatori,isolamento sismico, strutture in c.a., friction pendolum, isolatori,isolamento sismico, strutture in c.a., friction pendolum, isolatori,isolamento sismico, strutture in c.a., friction pendolum, isolatori,isolamento sismico, strutture in c.a., friction pendolum, isolatori,isolamento sismico, strutture in c.a., friction pendolum, isolatori,
isolamento sismico, strutture in c.a., friction pendolum, isolatori,
isolamento sismico, strutture in c.a., friction pendolum, isolatori,
isolamento sismico, strutture in c.a., friction pendolum, isolatori,
isolamento sismico, strutture in c.a., friction pendolum, isolatori,

©​ 2017 Stancanelli Russo Associati  - Via De Caro 104  95126 - Catania, Italia​. Telefono: +39 095 7121787​

Create a website